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Friday, 26 May 2017

Alberto Romano, Photographer









  

Alberto Romano ha 31 anni ed e' originario di Palermo. Vive a Londra da cinque anni dove lavora come fotografo freelance: potete dare un'occhiata ai suoi lavori sul sito www.albertoromanoph.com
Alberto si dedica ad ogni aspetto del lavoro fotografico: dallo scatto a tutta la post produzione.
Alberto ha iniziato la sua carriera fotografica a Palermo, fotografando concerti ed eventi di musica elettronica. Successivamente si e' spostato alla  fotografia still life, interior design,
cibo e moda, anche se ciò che lo diverte di più è fotografare le persone e per questo ha deciso di specializzarsi in fotografia di ritratti. Tra i suoi progetti  "Double Trouble" (http://www.albertoromanoph.com/main/gallery/double-trouble) che racconta la storia di tanti giovani che risiedono a Londra ma si ritrovano a dover intraprendere due percorsi lavorativi paralleli
anche se il piu' delle volte opposti. Da una parte,  lavori che gli permettono di sostenersi economicamente (Londra - dice Alberto - si sa, è cara), dall'altra lavori spesso
non retribuiti ma utili per avanzare nella carriera desiderata. Alberto lavora anche per grandi nomi come Selfridges, Victoria Beckham e Yumchaa Tea; collabora per diversi magazines tra cui Vice e Hypebeast.


Qual e' il tuo primo ricordo di Londra? Un ostello pulcioso a Russel Square, pieno di giovani sognatori come me che, probabilmente troppo concentrati nella ricerca della felicità, dimenticavano di indossare scarpe su un pavimento di cui non si capiva il colore originario!
Hai lasciato l'Italia perche'... Perché mi sono chiesto come mi sarei sentito a 40 anni facendo fotografia a Palermo... e l'idea di non essere apprezzato per ciò che faccio non era un'opzione.
Raccontaci un episodio legato alle differenze culturali. Pasta con il pollo, pizza con l'ananas, ketchup al posto della salsa di pomodoro, formaggio sul pesce. Non devo aggiungere altro.
Cosa distingue Londra o l'Inghilterra? Londra e l'Inghilterra sono due posti diversi; Londra è multiculturale, viva, frenetica, stimolante, stressante, divertente, coinvolgente... l'Inghilterra è, in molti casi, l'opposto.
Cosa ti manca o non ti manca dell'Italia? Mi mancano la mia famiglia, gli amici, il mare, il sole, il cibo. Non mi manca tutto il resto.
Quale personaggio italiano o inglese ammiri di piu'? Ammiro il nuovo sindaco Londinese.
...e quello che piu' detesti? Teresa May, al momento.
L'Italia e la politica italiana stanno davvero cosi' male? Credo che l'Italia e la politica italiana abbiano toccato il fondo e possano solo risalire adesso. Peccato sia troppo tardi per un'intera generazione di promettenti giovani che non potranno contribuire a ricostruire il nostro paese.
Sei felice in questo momento? Sono felice da 5 anni, spesso nostalgico e malinconico, ma felice!
Caffe' o birra? Birra, non bevo caffè.
Torneresti indietro? Si', in vacanza!

Wednesday, 26 April 2017

Marco Monselesan, IT Consultant














 





Marco Monselesan ha 36 anni ed e' originario di La Spezia anche se e' cresciuto in Brianza (Cernusco Lombardone, un paesino a meta’ strada tra Milano e Lecco); vive a Londra da 6 anni e lavora come IT Consultant in Finance. Lavora per la compagnia SEL IT Consulting (una limited company che usa per il suo lavoro da freelance).
Marco opera all'interno del settore tecnologico delle banche di investimenti e degli istituti finanziari in genere, e si specializza nella creazione di software usati per la gestione dei portafogli di investimenti e di analisi di rischio e simulazioni finanziarie.
Marco ha lavorato per banche d'affari e istituti finanziari che hanno sedi in tutto il mondo e questo lo ha portato a vivere in diverse capitali della Unione Europea quali Monaco, New York, Amsterdam e Parigi; tutto questo prima di trasferirsi a Londra. Della capitale inglese ama sopratutto la multiculturalita’, afferma infatti che: "Nonostante il risultato di Brexit, Londra e’ la citta’ dell’integrazione, al punto che si fa fatica a definire chi sia il Londinese tipo: ce n’e’ davvero di tutti i tipi!"


Qual e' il tuo primo ricordo di Londra? Sono arrivato il 26 Aprile 2011, un paio di giorni prima del matrimonio di prince William e tutti erano eccitatissimi, con tanto di eventi organizzati in giro per la citta’ con maxischermi e persone in vestito da festa per seguire la cerimonia come fossero invitati.
Hai lasciato l'Italia perche'... Avevo voglia di fare un'esperienza all’estero, principalmente per sfruttare le opportunita’ che l’Italia non poteva (e purtroppo tutt’ora non puo’) offrire. Londra era la scelta piu’ ovvia.
Raccontaci un episodio legato alle differenze culturali.La prima settimana di lavoro si va a bere una birra dopo l’ufficio con i colleghi; tutti chiacchieroni e gioviali come se fossimo amici da sempre, e poi il giorno dopo ci si saluta a malapena in ascensore.
Cosa distingue Londra o l'Inghilterra? Oltre alla multiculturalita’ che citavo sopra, c’e’ un senso civico superiore alla media: si fa la fila e prendere scorciatoie per facilitarsi la vita e’ una tra le poche specialita’ italiane che qui non siamo riusciti a esportare.
Qui si sono fatti incarnazione del ‘polite’ e del politically correct, magari e’ un po’ piu’ difficile cosa pensano davvero, ma le interazioni sociali di tutti i giorni ne beneficiano.
Cosa ti manca o non ti manca dell'Italia? Amici e famiglia su tutto. Sono cresciuto in un paesino e non mi sono del tutto abituato alla vita di citta’. Mi mancano le montagne e il mare (quello vero, non Brighton). Non mi manca la scarsita’ di opportunita’ che mi ha spinto ad andarmene e le impossibili lungaggini burocratiche (qui aprire la mia societa’ mi e’ costato qualche decina di sterline e ho fatto tutto compilando un modulo online...)
Quale personaggio italiano o inglese ammiri di piu'? Italiano: Gino Strada.
..e quello che piu' detesti? La classe politica italiana in generale (con pochissime eccezioni).
L'Italia e la politica italiana stanno davvero cosi' male? Vedi sopra. La cosa che scoraggia di piu’ e’ l’impressione che non ci sia molto spazio per un nuovo approccio, cambiano le facce ma non i risultati.
Sei felice in questo momento? Non sto male, ma ci sono cose che potrebbero andare meglio.
Caffe' o birra? Perche’ scegliere? (anche se bevo molto piu’ te’ da quando sono qui).
Torneresti indietro? Mi piacerebbe, se il mercarto del lavoro in Italia offrisse migliori possibilita’ sarebbe piu’ semplice.

Thursday, 2 February 2017

Daniele Annolino, Business consultant

 


 


 




Daniele Annolino, originario di Palermo, ha 31 anni e vive a Londra da oltre due anni. Daniele ha pero' lasciato la Sicilia ben otto anni fa ed ha vissuto e lavorato in vari paesi europei quali il Belgio, la Repubblica Ceca, la Svezia e la Francia, agevolandosi principalmente dei finanziamenti della Comunita' Europea offerti a studenti universitari e giovani professionisti. Daniele e' laureato in ingegneria gestionale ed e' specializzato nel settore informatico. Attualmente lavora come consulente per la compagnia Amadeus - una azienda leader nel settore turistico - e si occupa di progettare soluzioni software che vengono utilizzate negli aeroporti per fare il check-in, registrare i bagagli ed effettuare pagamenti nel caso in cui i passeggeri abbiano richiesto servizi speciali non gratuiti.
Potete trovare il suo contatto su Linkedin https://uk.linkedin.com/in/danieleannolino.

Qual e' il tuo primo ricordo di Londra? L’arrivo a Piccadilly Circus e’ stato memorabile, ricordo di essere arrivato da Regent Street a piedi ed essere stato abbagliato dagli schermi coloratissimi di un luogo che ha rappresentato per me dal primo momento sia l’emblema di una metrópoli che un accogliente salotto recintato dagli eleganti palazzi che sorgono intorno la Piazza.
Hai lasciato l'Italia perche'...  A 23 anni avevo voglia di avventura, la vita palermitana mi aveva sempre riservato momenti splendidi, ma sentivo dentro di me la necessita’ di scoprire se la’ fuori esistesse un posto per un palermitano che partiva con i migliori propositi.
Raccontaci un episodio legato alle differenze culturali. A Londra gli appartamenti sono molto piu’ piccoli dei nostri in Italia o negli altri paesi mediterranei, penso sia perche’ l’idea di casa e’ molto diversa dalla nostra, da noi si invitano gli amici stretti a mangiare o far festa nel nostro appartamento o nel giardino se ne si ha uno. Qui a Londra invece ogni volta che un amico inglese vuole festeggiare un compleanno o una promozione, si va al pub, ed e’ soprattutto per questo che spesso il pub assume le sembianze di un soggiorno piu’ che di un semplice bar.
Cosa distingue Londra o l'Inghilterra? Londra e l’Inghilterra hanno ben poco in comune secondo me, forse solo la lingua. Questo lo ha dimostrato anche la Brexit che ha preso piede soprattutto per la grande differenza di ricchezza tra gli abitanti della capitale e quelli della desolata campagna Inglese.
Cosa ti manca o non ti manca dell'Italia? La cosa che mi manca di piu’ e’ la famiglia, sono molto legato sia ai miei genitori e a mio fratello che agli zii, nonni e cugini. Da noi ogni occasione e’ buona per ridere, ballare e cantare, siamo una forza insieme!
Quale personaggio italiano o inglese ammiri di piu'? Ammiro molto Roberto Benigni e il suo approccio alla vita, sempre cosi’ profondo ma gioviale. Un esempio per tutti gli Italiani!
...e quello che piu' detesti? Zamparini, vorrei rivedere il Palermo ai grandi livelli di qualche anno fa :) .
L'Italia e la politica italiana stanno davvero cosi' male? Per adesso sembra di si’… Non si lascia spazio alla creativita’ e all’inventiva dei giovani, i quali sono costretti ad andare via. Purtroppo neanche la generazione dei nostri genitori se la passa tanto meglio e ho visto persone che sono dovute andare via dall’Italia a 50 anni, dopo tanti anni di sacrifici fatti per la nostra bella nazione, ahime’ non ripagati.
Sei felice in questo momento? Per adesso lo sono ma non mi va di adagiare sugli allori, c’e’ ancora tanto da fare per garantirsi uno splendido futuro, degno dell’Italia degli anni ‘80.
Caffe' o birra? Entrambi sono importantissimi perche’ ti garantiscono una pausa davanti ad un buon libro o una chiacchierata con un amico.
Torneresti indietro? Non penso sia una buona idea, se qualche anno fa’ ho preso questa decisione e’ anche perche’ in quel momento lo sentivo. Adesso, guardando indietro penso ai tanti momenti in cui mi sono dovuto mettere sotto per riuscire nelle mie sfide giornaliere e la cosa mi ha fatto crescere e mi da’ buone prospettive per il futuro. Chi si ferma e’ perduto!


Friday, 4 November 2016

Giovanni Triassi, Restaurant Receptionist








Giovanni Triassi, originario di Agrigento,  ha 27 anni e si è trasferito a Londra nel 2013. Qui lavora come Receptionist al Bread Street Kitchen, ristorante del ben noto chef e celebrità televisiva Gordon Ramsay. Giovanni coordina l'intera gestione del ristorante: prenotazioni, gestione di eventi e in generale tutto ciò che concerne l'accoglienza della clientela. Giovanni afferma che il suo lavoro lo porta spesso in contatto con personaggi famosi (Briatore tra questi) che spesso si rivelano simpatici e alla mano. Dice di Gordon Ramsay - "e' un uomo molto riservato, gentile ed accomodante, tutto l'opposto insomma del severo giudice che inscena nei suoi programmi televisivi". 


Qual è il tuo primo ricordo di Londra? Il primo ricordo di Londra e' stato il cielo, che seppur grigio aveva una luce speciale, come se mi trovassi in un film di Natale. L'odore di pane e burro a Soho ed i parchi, che anche in inverno hanno il loro fascino. 
Hai lasciato l'Italia perche'... Io sono per la grande citta'. Devo vedere il traffico, la fila al bar e il rumore intorno. Era una sfida con me stesso. Dopo 3 anni, mi sa che l'ho vinta.
Raccontaci un episodio legato alle differenze culturali. Ne ho visti tanti, a volte anche comici. Sicuramente noi italiani abbiamo sempre il sorriso e agiamo con il cuore. E questo e' un tratto riconoscibile che molti miei amici inglesi hanno notato in me. In Inghilterra sono troppo "mentali". 
Cosa distingue Londra o l'Inghilterra?  Londra si distingue innanzitutto perché non esiste il weekend, perché ogni giorno c'è sempre qualcosa da fare. C'è molta cura nella sanità pubblica, e nello amministrare una città immensa. E' una citta' che offre moltissimo soprattutto per quel che riguarda lo scenario musicale e di spettacolo di cui sono molto appassionato. Ho avuto infatti, la possibilità di vedere diversi concerti tra cui quelli di Robbie Williams e Sophie Ellis-Bextor, e a breve vedrò un concerto dei Depeche Mode. Londra si distingue per i suoi musei, li ho visitati tutti (anche per la terza volta!), ho assistito agli spettacoli al Globe Theatre e ho frequentato alcuni ristoranti famosi. Per il futuro, mi piacerebbe vedere uno spettacolo all'Opera, magari con artisti italiani.  
Cosa ti manca o non ti manca dell'Italia? Mi manca svegliarmi con il sole ed avere il mare davanti la finestra, che essendo terrone si può capire. Mi manca il mio motorino, ma in compenso qui ho una bicicletta. Non mi manca la poca organizzazione che a volte c'è negli ambienti lavorativi, la poca attenzione ai lavoratori e alle loro esigenze. Qui ho visto la meritocrazia. 
Quale personaggio italiano o inglese ammiri di piu'? Personaggi italiani: Fausto Brizzi, Paolo Bonolis, Andrea Camilleri e Selvaggia Lucarelli. Personaggi inglesi: Emily Blunt e David Beckham. ...e quello che piu' detesti? Per gli inglesi sicuramente David Cameron, per la mancanza di personalita'. Sugli italiani sono tanti. Per restringere la lista direi Gabriel Garko, Virginia Raggi e i vari finti intellettuali che possiamo trovare nei talk politici della televisione pubblica. 
L'Italia e la politica italiana stanno davvero cosi' male? In Italia penso che per quel che riguarda la politica, si vive una situazione che definirei anonima. Purtroppo manca l'informazione e gli italiani sono disorientati sul chi votare e a chi affidarsi. Mancano i fondi, i mezzi, perché ci trasciniamo gli errori dei precedenti governatori.  
Sei felice in questo momento?  Si'.  
Caffe' o birra?  Ho smesso di bere caffè un anno fa'. Quindi Birra, sempre e ovunque!
Torneresti indietro? Assolutamente no.


Thursday, 28 July 2016

Tito Cumbo, Venditore grossista e fondatore dell'azienda DiSalvo









Salvatore Cumbo ha 76 anni ed è nato a Naro (un piccolo paese nella provincia di Agrigento), vive a Londra da ben 54 anni. Qui lavora nel settore della vendita all’ingrosso specializzandosi in prodotti alimentari italiani, fino a divenire il primo ad offrire un servizio online di vendite all’interno di questo settore. La sua azienda ‘Salvo’, www.salvo1968.co.uk, sara’ la prima ad offrire ai vari Ristoranti, pizzerie, caffetterie italiane e delicatessen operanti nel Regno Unito prodotti alimentari esclusivamente italiani e di altissima qualita’.
Da quando Salvo e’ andato in pensione la compagnia Salvo si e’ unita alla Rondanini UK assumendo il nome ‘Salvo 1968’, sotto la direzione del managing director Giuseppe Motisi, un caro amico della famiglia Cumbo. L’azienda mantiene ancora una conduzione familiare attraverso la figlia di Salvo, Giuseppina, la nipote Rosa, anche loro nel ruolo di direttrici e il genero Domenico.

Qual e' il tuo primo ricordo di Londra?
La prima sera che arrivai e stavo presso delle zie ho conosciuto una corregionale. Lei mi mostro’ molti luoghi londinesi ed ho un piacevole ricordo. Ma alla mia Signora questo non piace molto e forse e’ meglio non parlarne troppo.
Hai lasciato l'Italia perche'...
Perche’ non c’erano possibilita’ di lavoro e qui a Londra c’era una base di appoggio, presso famigliari.
Raccontaci un episodio legato alle differenze culturali.
Un piccolo ricordo, ero in buona amicizia con un Direttore di Banca ed una sera a casa sua dopo una lunga conversazione sul piu’ e meno mi comunico’ in passaggio che il padre era appena mancato.
Rimasi scioccatissimo, pensando a come e’ diverso l’approccio di una tale situazione in Sicilia.
Cosa distingue Londra o l'Inghilterra?
C’e’ piu’ benessere. Ci sono sicuramente piu’ Ferrari e Rolls Royce. Molte piu’ opportunita’ a Londra che in Sicilia.
Cosa ti manca o non ti manca dell'Italia?  Il sole caldo della Sicilia.
Quale personaggio italiano o inglese ammiri di piu'? Margaret Thatcher.
...e quello che piu' detesti? Berlusconi.
L'Italia e la politica italiana stanno davvero cosi' male? Non seguo effettivamente la politica italiana. Ma a volte mi chiedo perche’ grazie a “certe conoscenze” alcuni piccoli imprenditori riescono ad ottenere dei riconoscimenti ed invece poco e per niente si parla di persone come me che hanno effettivamente contribuito con molto impegno, fatica e per molti anni a divulgare nel mondo, i valori italiani creando una Ditta di successo e creando lavoro per un considerevole numero di connazionali negli anni.
Sei felice in questo momento? Felicissimo.
Caffe' o birra? Caffe' espresso, certamente non l’acqua colorata inglese.
Torneresti indietro? Tornerei indietro? Tornerei indietro sì, ma con i miei vent’anni e con l’esperienza di questi anni. 

 





Friday, 22 April 2016

Simona Vacca e Massimo Donato, Chef e Ristoratore








 







Simona Vacca e Massimo Donato, 44 e 36 anni rispettivamente, sono compagni nella vita e nel lavoro. Entrambi della Sardegna - Simona proviene dal paese di Dolianova, in provincia di Cagliari, mentre Massimo e' originario del capoluogo- si sono conosciuti nel 2013 in un incontro di Sardi a Londra.
Simona arriva a Londra nel gennaio del 2012 e da allora lavora come chef in varie compagnie, tra le quali quella che ha gestito le cucine dei giochi olimpici a Stratford.
Anche Massimo si sposta nel capoluogo inglese nello stesso periodo, determinato a trovare una carriera commisurata alle sue esperienze lavorative in Italia ed  inizialmente comincia a  lavorare come driver nella stessa compagnia di catering dove lavora anche Simona come chef.  Insieme decidono di avviare un business e cosi' nel 2013 aprono nel quartiere di Kennington il ristorante Italiano - Maximo Italian Bistrot - meglio conosciuto come Maximo (Max-Simo), che opera anche come pizzeria e wine-bar (www.maximoitalianbistrot.co.uk)
Simona e' la chef del ristorante: la sua cucina si distingue per rigorosa preparazione delle ricette tradizionali Italiane con una cura ricercata nella presentazione dei piatti. Studia e prepara inoltre i menu' dedicati alle varie e ricorrenti serate regionali Italiane.
Massimo e' invece il managing director, segue cioe' in tutto e per tutto la direzione e l'amministrazione del locale. I due, inoltre, attraverso la propria compagnia Eventfool (www.eventfool.co.uk), gestiscono catering per ogni tipo di evento.
I progetti futuri riguardano l'apertura di altri ristoranti nel Regno Unito e anche in altri paesi.

Qual e' il tuo primo ricordo di Londra? Simona: i grattacieli della city. Ricordo che mentre ero sul National express in arrivo a Liverpool Street da Stansted stavo con il naso in su a guardare ammirata l’altezza di quei colossi di vetro che avevo prima di allora visto solo nei film, e immaginavo quanti colletti bianchi potessero lavorarci freneticamente. E la gente…la tanta, troppissima gente.
Massimo: Il primo ricordo e' legato al mio primo viaggio nel 2003 quando in treno da Heatrow al centro sulla Piccadilly mi rimase quella sensazione di vedere sempre lo stesso paesaggio, quasi distrattamente, con gli occhi di chi è solo di passaggio. La seconda volta, quando mi trasferii definitivamente, la sensazione fu di entrare nella citta' in punta di piedi,  con gli occhi di chi aveva tanta strada da fare… questa seconda volta Londra mi e' sembrata immensa. 
Hai lasciato l'Italia perche'... Simona: avevo bisogno di ritrovare me stessa, personalmente e lavorativamente, e fare nuove esperienze. Non ero soddisfatta della mia vita e non sopportavo l'  "andazzo” Italiano. Avevo voglia di una nuova vita.
Massimo: Volevo scoprire quanto valevo, sapevo che qui avrei potuto fare tanta strada… Beh non è andata proprio secondo i miei piani ma posso dire che la strada fatta è stata ache di più!!!
Raccontaci un episodio legato alle differenze culturali Simona:  non avevo mai badato alle differenze culturali, per me siamo sempre stati tutti fratelli e sorelle, alle olimpiadi la cosa che piu’ mi ha esaltata e’ stato conoscere persone di culture diverse, finche’ non ho sperimentato sulla mia pelle l’astio da parte di alcuni individui che, evidentemente non gradivano la nostra presenza a Kennington e ci hanno scritto “Cunt go home” nel retro della porta del ristorante. Siamo stati anche derubati, insultati e offesi piu’ volte dagli ex-frequentatori del locale che prima non era proprio un luogo di nicchia…
Massimo: le differenze culturali si possono vedere dovunque, sembra che tutti convivano ma che nessuno si integri veramente. Nessuno diventa Londinese, ma siamo tutti ospiti che convivono in uno stesso posto, e la stragrande maggioranza della gente lo fa solo per lavoro. Se dovessi ricordare un episodio su tutti è la scritta “cunt go home” fuori dal nostro locale. Al che ho capito che gli stranieri sono malvisti dovunque, vuoi per invidia, vuoi per stupidità. Ed in questo devo dire che sono uguali a noi.
Cosa distingue Londra o l'Inghilterra? Simona: a parte la multietnicita’ di cui abbiamo gia’ parlato, credo che Londra sia un luogo unico, magico, dove tutto cio’ che desideri (veramente) lavorativamente parlando, si puo’ realizzare. E’ il paese delle opportunita’. Chi torna a casa dicendo che qui viene solo sfruttato, e’ un perdente. Ci vuole lungimiranza ma alla fine Londra ti premia. 
Massimo: a parte la guida a destra e i cappelli della regina? Credo che TUTTO sia la parola giusta, tutto funziona come dovrebbe, i mezzi pubblici, la burocrazia, la semplicità nel gestire qualsiasi cosa, senza lungaggini, sotterfugi o furberie. Chiaramente la distinzione è anche in negativo: case da terzo mondo, persone con elasticità mentale praticamente assente e soprattutto si sente la nostalgia di quell’attitudine al “problem solving” di cui il soggetto italico abbonda! 
Cosa ti manca o non ti manca dell'Italia? Simona: mi mancano la mia famiglia e i miei amici, un po’ il clima mite, ma devo dire che ultimamente a Londra non fa piu’ tanto freddo e quindi non ne risento. Mi manca il mare, ma quello lo ritrovo tutte le volte che torno e forse ora me lo godo di piu’. 
Massimo:  dell’Italia posso tranquillamente dire che non mi manca nulla, della mia terra qualche volta ho nostalgia, vuoi per gli affetti, vuoi per il clima, anche se tutto sommato due ore di volo per ritornare a respirare l’aria di casa sono veramente poche! 
Quale personaggio italiano o inglese ammiri di piu'? Simona:  Italiano... Bisio! Adoro Simon Le Bon che son andata a vedere in concerto a Nottingham rivivendo la mia adolescenza. 
Massimo: non mi viene in mente nessun personaggio vivente, se parliamo di personaggi storici probabilmente il Bernini; per quanto riguarda l’UK… Brian May.  
...e quello che piu' detesti? Simona: Renzi senza dubbio. 
Massimo: facile... Renzi da un lato e il suo omologo inglese Mr Bean. 
L'Italia e la politica italiana stanno davvero cosi' male? Simona: si', assolutamente. Nulla funziona. E se son venuta qui e’ perche’ non vedo speranza per il nostro paese. Massimo: purtroppo si', e al peggio sembra non esserci mai limite. 
Sei felice in questo momento? Simona: si', molto. 
Massimo: come non lo sono mai stato. 
Caffe' o birra? Simona:  Ichnusa... :) 
Massimo: cos’è il caffè? 
Torneresti indietro? Simona: assolutamente no, mai tornare indietro, semmai, andrei avanti, oltre Londra e l’Inghilterra. 
Massimo: quello che c’è indietro lo conosco già, sono molto più incuriosito da quello che ci sarà davanti!






Friday, 22 January 2016

Luca Vullo, Regista









Luca Vullo, siciliano di Caltanissetta, ha 36 anni e si e' trasferito a Londra nel 2012 dove lavora come autore, regista e produttore cinematografico. La sua compagnia Ondemotive Productions LTD si specializza nel settore dei documentari, filmati corti e pubblicita'. I suoi documentari affrontano spesso la tematica della emigrazione ed in particolar modo della emigrazione degli Italiani all'estero. Il suo ultimo documentario dal titolo INFLUX narra appunto dei numerosi Italiani che si sono spostati in questi ultimi vent'anni a Londra, cercando di mettere in mostra sia le profonde motivazioni psicologiche e sociali che stanno alla base del desiderio di emigrazione ma anche le nuove dinamiche definite dal concreto vivere la realta' quotidiana della capitale inglese. INFLUX e' stato presentato al Festival di Cannes dello scorso anno nella sezione dei cortometraggi.
Luca svolge anche attivita' e programmi educativi per le scuole e le Università, organizzando laboratori cinematografici e workshops sulla gestualità italiana in tutto il mondo. 


Qual e' il tuo primo ricordo di Londra? La prima volta che sono arrivato è stato uno shock positivo. Amore a prima vista e grande eccitazione. Enormità, diversità, complessità, ma anche libertà sono stati i primi stati d'animo.
Hai lasciato l'Italia perche'... Perchè soffrivo molto. Pur avendo gli stessi ritmi che ho adesso a Londra i risultati positivi erano meno della metà e le soddisfazioni economiche erano praticamente quasi nulle. Quando vivi e cresci in un paese dove non contano le tue vere qualità ma le tue amicizie e i tuoi contatti, dove è uno sfruttamento e un magnamagna generale, dove non funziona nulla come dovrebbe e la frustrazione collettiva aumenta, non è facile ingoiare il rospo e restare sotto questa cappa... soprattutto quando sei una persona ambiziosa e determinata.
Raccontaci un episodio legato alle differenze culturali La differenza di utilizzo dello sguardo in metropolitana ad esempio. Noi siamo abituati nel nostro paese a fare una radiografia completa delle persone che abbiamo di fronte: come sono vestiti, i capelli e ogni elemento diventa importante oggetto di analisi profonda. Fa parte del nostro gusto del bello e dell'estetica. A Londra questo modo di guardare risulta pesante, invasivo perchè viola la privacy e quindi tutti guardano nel vuoto, fissano un punto insignificante della tube, leggono o giocano con il cellulare pur di evitare di guardare gli altri.
Cosa distingue Londra o l'Inghilterra? Londra è un mondo unico e incredibile. Non puoi descriverlo se non lo vivi e sicuramente è molto diverso dal resto dell'Inghilterra. Provare per credere.
Cosa ti manca o non ti manca dell'Italia? Non mi manca la mentalità criminale, l'ipocrisia, il bigottismo e il peso del giudizio, la bipolarità, il caos ma mi mancano tutte quelle cose che stimolano i nostri sensi e le emozioni più profonde e umane.
Quale personaggio italiano o inglese ammiri di piu'? Ci devo pensare...
...e quello che piu' detesti? Posso elencare una lista?
L'Italia e la politica italiana stanno davvero cosi' male? Si'. Ci sono ancora dubbi per caso?
Sei felice in questo momento? Molto. Vivo pienamente il mio sogno nel suo svolgersi.
Caffe' o birra? Prima uno e poi l'altro :)
Torneresti indietro? Assolutamente No. Felice e fiero di tutto quello che ho fatto.

Monday, 20 July 2015

Alessio Rampello, Bartender














 
 
Alessio Rampello ha 32 anni, originario di Messina, si e' trasferito a Londra circa 4 anni e mezzo fa'. Alessio lavora come bartender per Burger&Lobster occupandosi principalmente della organizzazione del bar e della preparazione di aperitivi e cocktail ma anche di caffe' e bevande affini. Alessio e' anche cameramen. Ha lavorato per il primo cortometraggio in stereoscopia prodotto in Europa, dal titolo "Il Volo", girato in Calabria e diretto da Wim Wenders. Quest'anno si dedica per la prima volta alla video arte, una passione che condivide con la sua compagna con la quale sta lavorando ad un video da presentare all'EXPO di Milano. 

Qual e' il tuo primo ricordo di Londra? Il giorno in cui sono arrivato ho perso l'anello che mi ha regalato mia sorella orafa e ho pensato “Mizzica, ca cuminciammu propriu mali!” (traduzione dal siciliano: “Per dindirindina, quest'avventura comincia decisamente in modo avverso!”).
Hai lasciato l'Italia perche'... Ho lasciato l'Italia perché inseguivo una storia finita da tempo, ma non lo avevo ancora capito; ci sono rimasto per orgoglio, per dimostrare a me stesso e agli altri di essere forte e perché avevo comunque deciso di lasciare Messina, anche se onestamente sarei rimasto in Italia (pensavo pero' a Milano, Torino o Roma).
Raccontaci un episodio legato alle differenze culturali. In generale gli inglesi non capiscono il mio modo di scherzare, soprattutto se mi conoscono da poco, e spesso anziché' ridere alle mie battute mi danno del “rude” o “rough”.
Cosa distingue Londra o l'Inghilterra?  Una volta avrei detto il tappeto di neve nei mesi freddi o il grigiore del cielo, ma il mondo è impazzito e qui non è più così grigio e neanche così innevato.
Cosa ti manca o non ti manca dell'Italia?  Mi mancano sicuramente la famiglia, i vecchi amici, le granite, i cannoli, gli arancini, la focaccia messinese ed il mare. Non mi manca il degrado di una civiltà brillante che sta andando allo sfascio.
Quale personaggio italiano o inglese ammiri di piu'? Italiano, anzi, siciliano, mio padre. ll personaggio inglese che ammiro di più purtroppo non é più in vita: é Shakespeare. Si dice possa avere origini siciliane, e quando frequentavo la scuola e recitavo, uno dei primi spettacoli a cui ho partecipato era un adattamento del "Romeo e Giulietta".
...e quello che piu' detesti? È complicato identificarne uno, in generale non mi piacciono le persone troppo piene di sé, gli egoisti e gli irrispettosi.
L'Italia e la politica italiana stanno davvero cosi' male? In realtà non sono così ferrato sull'argomento, ma a sentire amici e parenti, specialmente coloro che gestiscono attività commerciali, direi proprio di si'. 
Sei felice in questo momento? Si, senza dare troppe spiegazioni. 
Caffe' o birra? Caffè la mattina a letto con la mia ragazza, birra la sera con gli amici, ovvio. 
Torneresti indietro?  Ci penso da un po', ma prima sento l'esigenza di chiudere un ciclo, qui sto imparando molto come bartender e continuo come videomaker nel tempo libero. Quando mi sentirò pronto proverò a tornare, ho anche un progettino in mente ma per adesso lo tengo per me, un po' di scaramanzia non ha mai fatto male a nessuno!



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